Ne abbiamo discusso venerdì 16 dicembre nel talk show di TeleChiara I fatti nostri La Piazza, trasmesso in diretta dalla Parrocchia di S. Lazzaro.
Sono intervenuti Domenico Menorelli, Coordinatore regionale Rete Italia , Claudio Sinigaglia, consigliere regionale, Graziella Franceschin, Vice Sindaco di Casier e Marco Zabotti, Presidente coordinamento regionale Udc. A rappresentare le famiglie il Forun provinciale delle Associazioni Familiari, composto da numerose associazioni tra cui le Acli di Treviso, con il presidente Gianfelice Vaccher
Nel corso della serata si è ribadito il ruolo dalla famiglia nella nostra società come luogo educativo primario ma anche come ammortizzatore sociale, soprattutto il questo periodo di crisi. Dal Forum però si lamenta la mancanza di una politica familiare seria e strutturale e come spesso la politica si ricordi della famiglia solo come spot elettorale. La vera sfida per il rilancio del Paese oggi è far divenire la famiglia protagonista e i figli non più un fattore di povertà ma di ricchezza e crescita. Ma di questo la politica sembra essersene dimenticata ancora una volta e prevale un forte senso di delusione. Dalla piazza presente in sala ma anche dagli ascoltatori intervenuti telefonicamente è partita un’istanza di un vero e proprio cambiamento culturale nella gestione della cosa pubblica, sottolineando più volte che dalla “casta” non è arrivato di certo il buon esempio e i costi della politica sono rimasti intatti. Anche ai politici presenti è stata richiesta una maggiore responsabilità di fronte alla crisi attuale, in riferimento soprattutto alla manovra in fase di approvazione in questi giorni: la Piazza e i rappresentanti delle associazioni familiari hanno lanciato un appello, che il costo della crisi venga suddiviso e non ricada solo sulle famiglie!
Uno strumento utile è l’ISEE, l’indicatore della situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare, che necessità però di una revisione importante, affinché possa divenire un reale strumento di misura delle condizioni della famiglia.
Altro punto dolente il lavoro che sempre più spesso manca. La fascia di età media è quella maggiormente colpita della perdita dell’occupazione; anche le donne devono affrontare l’annosa questione della conciliazione lavoro- famiglia. Dalle associazioni datoriali presenti la disponibilità e l’impegno in azioni di riqualificazione professionale e orientamento pensate proprio per le fasce di popolazione maggiormente colpite dalla crisi occupazionale.
Una possibile soluzione alternativa alla crisi? Il rilancio delle reti inter e intra familiari, un lavoro che la politica e le associazioni devono promuovere attivamente per favorire la sussidiarietà verticale e orizzontale. Solo così si potrà attuare un vero cambiamento culturale, che metta al centro l’individuo e le sue relazioni primarie nel contesto sociale d’appartenenza e operare sulla prevenzione e non sulla riduzione del danno in condizioni d’emergenza.









